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La disinformazione

25 Gennaio 2019

La disinformazione

La tecnologia ci permette di dare in diretta notizie che prima passavano inosservate.

I Social sono il veicolo principale della loro diffusione perché fondamentalmente ci allietano nella pratica della sublime arte del cazzeggio.

Il 20% della popolazione mondiale usa WhatsApp ogni giorno.

1 miliardo e mezzo di persone con la testa piegata sullo smartphone a scrivere e soprattutto ad inoltrare messaggi, foto e video senza preoccuparsi di verificare, perché l’attendibilità della notizia è data da una persona che è nella nostra rubrica, che quindi conosciamo e della quale ci fidiamo.

Tra pochi giorni WhatsApp limiterà la possibilità di inoltrare messaggi a sole 5 persone semplicemente per ridurre il rischio di diffusione di fake news. Anche se l’inoltro a 5 contatti porterà comunque a raggiungere circa 1300 persone si tratta di una scelta che dice solo una cosa: il problema siamo noi!

La tecnologia non è (sempre) sbagliata, ma è pericoloso l’uso che ne facciamo.

Non ho paura della tecnologia, ma della nostra superficialità, perché la prima vulnerabilità di qualsiasi infrastruttura è l’uomo.

Serve consapevolezza soprattutto quando si parla di protezione dati!

Mi raccomando massima diffusione prima che cancellino il post 🙂